Forte della decisione del TAR del Veneto, che ha respinto il ricorso presentato da Italia Nostra e Onda Veneto per fermare il taglio dei rimanenti alberi di via Feltre, il Comune di Belluno ha annunciato di voler portare a termine l’opera di abbattimento dei tigli lunedì 01 giugno 2026.
La vigilia della Festa della Repubblica di quest’anno sarà un giorno ricordato dagli abitanti del capoluogo con sentimenti contrastanti. Da un lato, il sentimento di vittoria per coloro che non vedono l’ora che gli alberi spariscano – quegli alberi le cui foglie sporcano e le cui radici spaccano la strada e i marciapiedi. Dall’altro, la profonda amarezza di quei quattro disgraziati di ambientalisti ed ecologisti, con i loro slogan green a difesa di temi che con l’essere umano non c’entrano proprio nulla: alberi, uccelli, insetti…
Eppure, appare strano che la questione sia così divisiva, dal momento che ci accomuna a prescindere da quale bandiera vogliamo sventolare. In assenza di un’adeguata copertura arborea, fattacci come il sole rovente, le piogge torrenziali e l’assenza di cinguettii le subiremo tutti.
La nostra lettera al Sindaco di Belluno
Tra i vari ambientalisti ci siamo anche noi della Delegazione Lipu di Belluno, che abbiamo inviato una lettera al Sindaco Oscar De Pellegrin appena appresa la notizia.
Nella lettera, ci appelliamo al nostro primo cittadino affinché, in pieno periodo di nidificazione degli uccelli, scelga di rinviare la data dei lavori e di rispettare la natura.
Inoltre, gli ricordiamo quanto scritto nel Regolamento comunale per il benessere degli animali, che vieta potatura ed abbattimento degli alberi nel periodo riproduttivo degli uccelli, tranne nei casi di assoluta necessità.
Infine, gli spieghiamo – anche se gli spiegoni non ci piace farli – il vademecum della Lipu su come condurre una verifica di presenza o assenza di nidi su base scientifica.
Qui potete leggere la lettera che abbiamo inviato al Sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin.
Il nostro comunicato alla stampa locale
Abbiamo anche voluto rendere nota la lettera in questione alla stampa locale: quotidiani, periodici, radio e televisioni che in questi mesi hanno dato ampia copertura mediatica alla questione di via Feltre, facendo giustamente sentire la voce di entrambe le “fazioni”.
Crediamo fortemente, infatti, nella massima condivisione e partecipazione con i cittadini e le cittadine. Principio che dovrebbe essere alla base dell’agire di qualunque amministrazione ma che, almeno in questa occasione, da moltissime è stato avvertito come assente.
Qui potete leggere il comunicato stampa inviato ai media bellunesi.
Un quadro fin troppo comune
L’associazione che orgogliosamente rappresentiamo sul territorio, una settimana fa si è riunita in occasione della 61^ Assemblea dei soci in un luogo speciale, anche per l’ambientalismo: Assisi, patria di San Francesco, ambientalista ante litteram.
E pensare che proprio in quella sede tanto simbolica noi bellunesi, quando gli altri Delegati e soci Lipu d’Italia ci hanno chiesto notizie su via Feltre – della quale conoscono ormai vita, morte e miracoli (grazie, o a causa, dei nostri racconti e post sui social) – abbiamo risposto con una certa positività e speranza. Invece, ahinoi, è andata così, e da lunedì 01 giugno gli uccelli non cinguetteranno più in quella zona di Belluno.
I “lipuani” del belpaese, da nord a sud, ci hanno dimostrato a più riprese di condividere la tristezza per la nostra vicenda. Non che sia tanto più grave delle loro faccende, badate bene.
Ben si colloca, purtroppo, in un quadro sempre meno variopinto – o meglio, sempre meno verde – nel quale le pennellate grigie e nere del cemento cittadino iniziano a prevalere. Un’allegoria che ritrae innumerevoli realtà urbane sparse per lo stivale intero.
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