Il fratino, simbolo delle spiagge italiane

Il fratino, simbolo delle spiagge italiane

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9–13 minuti

Testo e fotografie di Sofia Margarit

Siamo abituati a vivere la spiaggia come l’ambiente dove fare il bagno, prendere la tintarella, passare le nostre vacanze e, perché no, fare qualche festa e i falò di notte. Ombrelloni, sabbia pulitissima, chioschi che vendono bevande rinfrescanti: pensandoci, sono queste le immagini che scorrono nella nostra testa.

Quante volte, invece, l’abbiamo considerata come ambiente naturale ricco di biodiversità e importate da tutelare?

Quanti esseri viventi sulla spiaggia! In alto, da sinistra: beccacce di mare (Haematopus ostralegus), corriere grosso (Charadrius hiaticula), beccapesci (Thalasseus sandvicensis). In basso, da sinistra: piovanelli tridattili (Calidris alba) e piovanelli pancianera (Calidris alpina), corriere piccolo (Charadrius dubius), lucertola campestre (Podarcis siculus).

Ebbene, sulla spiaggia non ci siamo solo noi. Sulle sue dune, quelle che restano dalle intense operazioni meccaniche, crescono piante tipiche e vivono curiosi animali: per loro, spiaggia è casa, non un luogo di villeggiatura.

Una specie, in particolare, è il simbolo di questo ambiente: il fratino.

Maschio di fratino con anello di riconoscimento.

Un limicolo inconfondibile

Il fratino, Anarhynchus alexandrinus, è un limicolo di piccole dimensioni tendenzialmente cosmopolita, che nidifica lungo i litorali sabbiosi e ghiaiosi.

Il suo piumaggio si mimetizza molto bene con la sabbia. I maschi, in abito nuziale, si differenziano dalle femmine per la presenza di una stria nera dalla base del becco fino alle orecchie, una sottile banda pettorale nerastra interrotta davanti e una fascia scura sulla testa. Da quest’ultima, che richiama alla mente l’acconciatura dei frati, la specie prende il nome italiano.

Femmina di fratino con anello di riconoscimento.
Maschio di fratino (inanellato in Ungheria).

La sua alimentazione è tipica dei limicoli. Si basa su insetti, molluschi, crostacei e vermi, che ricerca nel suolo con il becco e, talvolta, smuovendo il terreno con le zampe.

In Italia è una specie migratrice, svernante e nidificante. In inverno il suo comportamento è gregario, formando stormi di diversi individui. Nel periodo riproduttivo, che va da marzo a luglio in base alla zona, gli individui sono territoriali, scacciando i rivali e proteggendo il nido da possibili predatori fingendosi feriti.

Quasi invisibili, i fratini hanno i colori della sabbia e spesso si rifugiano fra la vegetazione dunale.

Il nido consiste in una piccola buca nella sabbia, in cui la femmina depone solitamente tre uova che vengono covate in modo alternato dai due genitori. I pulli nascono dopo circa 24-28 giorni e sono nidifughi, ovvero in grado di lasciare il nido dopo poche ore dalla schiusa e di alimentarsi da soli. In questa fase delicata, i pulli vengono costantemente controllati da un genitore fino all’involo. Normalmente è il maschio a seguire questo stadio, mentre la femmina ricerca un nuovo compagno per creare un nuovo nido.

Il nido del fratino, consiste in una semplice buca scavata sulla sabbia e le uova si mimetizzano con l’ambiente.
Femmina di fratino in cova.
I pulli di fratino sono autonomi, si nutrono di organismi presenti sugli ambienti dunali.

Una specie fortemente minacciata

Il fratino è una specie considerata in pericolo di estinzione nella lista rossa della IUCN ed è elencato nell’Allegato I della Direttiva Uccelli.

La sua principale minaccia è legata al suo habitat, ovvero le spiagge, sempre più colonizzate dal settore del turismo.

Alcune delle minacce alla sopravvivenza del fratino. Da sinistra a destra, arrampicatori di dune, runners, bagnanti e lavori di ripascimento.

Gli stabilimenti balneari e le attività ad essi correlate, come la pulizia meccanica delle spiagge e la movimentazione della sabbia per i ripascimenti, rendono, se non impossibile, molto difficoltosa la sopravvivenza dei nidi e dei pulli. La frequentazione da parte dei turisti e dei loro cani non tenuti al guinzaglio rappresenta un disturbo notevole ed una grave minaccia. Inoltre, gli animali opportunisti, quali gabbiani, corvidi, ratti e gatti randagi, rappresentano i più frequenti predatori di uova e pulli del fratino.

I cantieri non hanno limiti, qui la femmina di fratino ha abbandonato temporaneamente il nido limitrofo per controllare l’area, dopo essere stata disturbata da passanti.
Non c’è pace per i fratini… Oltre alle minacce terrestri devono affrontare imbarcazioni turistiche ogni dove!

Il periodo più delicato è sicuramente quello della crescita dei pulli, che non possono ancora volare ma sono obbligati a raggiungere la battigia per alimentarsi, attraversando, nei periodi più turistici, orde di bagnanti, runners, cani liberi, pescatori, bambini che giocano a pallone, biciclette e talvolta piccole imbarcazioni che attraccano.

Ma anche la nidificazione stessa risulta complessa, a causa della scomparsa o della frammentazione degli habitat dunali e delle zone umide costiere, tipici della specie.

Mamma fratino osserva i suoi piccoli crescere.
Fratino in volo sul mare.

In difesa del fratino

È una vita difficile, quella del fratino, e osservarlo mentre cerca di sopravvivere senza essere schiacciato o predato rende immediatamente comprensibile l’impatto che può avere il genere umano.

Non a caso, infatti, il fratino è considerato un indicatore importante dello stato di salute delle coste che frequenta. È una “specie ombrello“, ovvero una specie la cui conservazione permette la protezione di molte altre specie che frequentano il suo ambiente e che sono solitamente meno considerate.

Fratino e corriere grosso a confronto.

In tutta Italia sono molte le organizzazioni di volontariato che operano per la protezione del fratino, tramite monitoraggi, vigilanza e protezione dei nidi grazie ad apposite recinzioni.

Le recinzioni sono uno strumento molto efficace per mantenere all’esterno e a debita distanza possibili turisti incauti e cani liberi. In più, sembra che vengano riconosciute dalla specie stessa come luogo sicuro.

Dentro la recinzione il pullo di fratino è protetto dal calpestio umano.
Altre specie traggono beneficio dalla rete di protezione: in questa foto tre corrieri piccoli si esibiscono in atteggiamenti riproduttivi.

Un progetto Life ad hoc

Quest’anno è arrivata una buona notizia: l’avvio del progetto europeo Life Alexandro, che si pone l’obiettivo di frenare e, dove possibile, invertire la tendenza alla diminuzione della specie, promuovendo al tempo stesso un modello di turismo costiero sostenibile, capace di unire la tutela dell’ambiente e della biodiversità alle esigenze degli operatori economici del settore.

Tra i partner coinvolti: Istituto di Ecologia Applicata (capofila), Croatian Society for Birds and Nature Protection, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po, Parco Nazionale del Circeo, Parco Regionale della Maremma, Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Legambiente Nazionale APS Rete Associativa ETS, Lipu ODV, Ministero della Difesa Arma dei Carabinieri – Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino, Smart Revolution Srl, Università di Pisa-Dipartimento di Biologia.

In Italia il progetto viene attuato in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Lazio e Toscana, interessando complessivamente 400 chilometri di costa, mentre in Croazia le attività riguarderanno circa 74 chilometri.

Comunicazione tra coppie neoformate.
Mamma fratino e il suo pullo.

Le azioni sono diverse: la protezione e il miglioramento degli habitat dunali, il monitoraggio, la sorveglianza e la protezione del fratino, la comunicazione e il confronto con gli operatori economici e gli enti pubblici. Perché al giorno d’oggi, per fare conservazione è importante integrare non solo le sfere naturalistiche ma anche quelle sociali, economiche e politiche: il risultato si ottiene grazie alla loro cooperazione.

Personalmente, da qualche anno mi occupo del monitoraggio di due aree di nidificazione e svernamento del fratino: la Spiaggia del Fratino di Lignano Sabbiadoro (Friuli-Venezia Giulia) e la spiaggia di punta Capalonga, a Bibione (Veneto). Entrambi i siti sono stati inclusi nel progetto Life Alexandro, e la Lipu si occupa del sito di Lignano Sabbiadoro.

Le associazioni di volontariato qui operano molto bene, con costanti monitoraggi e rapide messe in sicurezza dei nidi, tramite le apposite recinzioni. Viene anche svolta l’attività di inanellamento scientifico, che permette di capire alcuni dati interessanti, come gli spostamenti e il comportamento nella scelta del partner.

La recinzione a protezione dell’area di nidificazione.
Un maschio di fratino perlustra la zona all’interno del recinto.

I risultati si vedono, anche se deboli: le coppie nidificanti sono aumentate, ma il numero di giovani involati è strettamente legato alla pressione antropica.

Le azioni di conservazione sono quindi iniziate, ma tutti i cittadini che frequentano le spiagge hanno una grande responsabilità. Stare attenti a dove si cammina e tenere il cane al guinzaglio sono già grandi azioni per la tutela della specie.

In prima persona: l’esperienza di Sofia Margarit

Da volontaria in prima persona, di sicuro non è facile occuparsi della tutela del fratino: un piccolo uccellino ignorato dalla maggior parte delle persone e il cui unico “errore” è quello di vivere sulla spiaggia.

È spesso frustrante fronteggiare il pensiero comune della “spiaggia-svago” quando se ne conoscono l’ecologia e l’importanza naturalistica.

I bagnanti sono spesso infastiditi dalle reti di protezione e, quasi come in un interrogatorio, chiedono spiegazioni per capire se abbiamo il diritto di montarle. Ho però incontrato anche molti bagnanti semplicemente curiosi di imparare e conoscere il fratino, e altri che sapevano già della sua esistenza.

L’immagine mostra come la mamma fratino utilizza la recinzione. Alla presenza del pericolo si sposta all’interno dell’area recintata e richiama i suoi pulli.

L’approccio con i padroni dei cani sciolti non è sempre facile: può sfociare in un dialogo costruttivo oppure si può finire per prendersi a parole. È difficile far capire alle persone che ciò che è un diritto per il loro cane può causare il disturbo, se non la scomparsa, di molte altre specie viventi. Nella mia esperienza, mostrare le foto del fratino, in particolare quelle dei pulcini, induce un senso di tenerezza e predispone il padrone a seguire le indicazioni dei volontari (qualche stratagemma dobbiamo pur usarlo).

I cani liberi rappresentano una delle principali minacce alla sopravvivenza della specie, in particolare in presenza di nido e pulcini, ma anche gli adulti subiscono un notevole disturbo.

In piena stagione turistica, i piccoli “infarti” non mancano: monitorare la madre o il padre che cercano di divincolarsi con i pulli in mezzo ai bagnanti, ai bambini, ai runners e ai ciclisti, mette alla dura prova la nostra stabilità (mentale ed emotiva).

Ma ne vale la pena, perché sapere di essere lì, a 40°C sotto il sole, sulla sabbia che scotta e con un binocolo in mano per tutelare una specie a rischio, è per me motivo di grande orgoglio. So che ogni parola spesa, ogni ora al sole, ogni frustrazione e gioia, sono volte alla tutela di questa specie. Certo, un singolo volontario non può fare la differenza, ma monitoraggio dopo monitoraggio e dialogo dopo dialogo, qualcosa per il fratino può migliorare.

Due pulli di fratino che scoprono il mondo.
Una femmina di fratino e il suo alleato, il recinto di protezione per il nido.

Per me il fratino è un simbolo, mi mostra come la natura è tanto complessa quanto semplice, ma soprattutto tenace. E nel suo mix di delicatezza e coraggio, rappresenta l’ultimo spirito della spiaggia naturale, quello quasi dimenticato ma ancora esistente. Per me è l’essenza della conservazione faunistica, un lavoro che punta a proteggere una specie ma senza toccarla direttamente: un po’ come il fratino, appunto, che devi osservare da lontano sperando che scelga di utilizzare le recinzioni predisposte apposta per lui.

Papà fratino e pulli a un giorno dalla nascita. Da subito sono autonomi ma non disdegnano il riparo del genitore.
Zampe doppie: ai pulli di fratino piace scaldarsi e proteggersi tra le ali del genitore.

Il fratino, insomma, ci mette in discussione: imperterrito e coraggioso continua, nonostante tutto, a costruire nidi, e corre mille maratone pur di mettere in salvo i suoi pulcini. Ci osserva, sicuramente, forse ci giudica. Forse spera che prima o poi la capiremo che non siamo gli unici esseri viventi a frequentare questo pianeta. Nel frattempo, saremo in grado di prenderci cura delle nostre spiagge e dei suoi abitanti?

Una coppia di fratini si riposa sulla battigia.

L’autrice dell’articolo (e delle foto!)

Sofia Margarit: socia e volontaria Lipu, laureata in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura con master in salvaguardia della fauna selvatica e titolo di perito agrario. Lavora come guardiaparco presso la nuova Oasi Naturalistica Val Grande di Bibione e si occupa anche di educazione ambientale e divulgazione di contenuti sulla pagina Instagram 4 Fauna, di cui è co-fondatrice, dedicata ai temi della fauna selvatica. Collabora con l’associazione Foce del Tagliamento ODV nel monitoraggio del fratino ed è membro del consiglio direttivo del WWF FVG, per cui ha scritto un libro per bambini a tema “I grandi carnivori del Friuli-Venezia Giulia”.


Pullo di fratino sulla battigia.
Un pullo di fratino… e la sabbia tra le zampe!
Mamma fratino in continua allerta per i suoi pulli.
Una coppia di fratini ai primi approcci.

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