Scienza, privati cittadini, associazioni e attivisti, personaggi dal mondo dello spettacolo e della divulgazione, esponenti politici. Dall’ISPRA1 alla Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome2, dalla Lipu al CAI3, da Licia Colò4 a Nicole Berlusconi5, da Francesco Barberini6 ad Alessandro Gassman7. Tutti, ormai, si stanno esprimendo contro la scellerata riforma della Legge 157/92 che ridefinisce la caccia come strumento di “tutela ambientale”.
Persino Papa Leone XIV, in una lettera in risposta alla nostra associazione, ha espresso preoccupazione per la questione e “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta nei riguardi della natura, pregando “affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu”.8
Una proposta di legge che attacca la natura
La Proposta di Legge 2984 (già Disegno di Legge 1552, approvato al Senato il 23 giugno 2026), di iniziativa dei senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, è un vero e proprio attacco all’attuale legge sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e sul prelievo venatorio, faticosamente conquistata trentaquattro anni fa.
Sia chiaro: sostenere che la proposta sia volta a risolvere i problemi di convivenza con la fauna selvatica significa mentire spudoratamente. Si tratta di mera propaganda, dal momento che il testo non sfiora nemmeno questo tema. Gli strumenti per intervenire in tal senso, peraltro, esistono già. Piuttosto, è una proposta che mira ad accontentare le richieste delle lobby venatorie e di una parte del mondo agricolo.
Si tratterebbe di rilanciare pratiche anacronistiche come la cattura di uccelli selvatici da utilizzare come richiami vivi (oggi illegale), estendere la caccia al demanio forestale (oggi escluso dal piano faunistico-venatorio), eliminare il limite del 10 febbraio (oggi termine ultimo per cacciare), aprendo, di fatto, alla possibilità di sparare durante il periodo di migrazione pre-riproduttiva degli uccelli (oggi vietato). E ancora: ridurre a consultazione non vincolante il parere dell’ISPRA (oggi vincolante), aumentare a 50 le specie cacciabili (oggi sono 48), rendere praticamente impossibile vietare la caccia nei propri terreni (oggi, faticosamente, lo si può fare).

Bioregolatori in difesa della tradizione e del territorio?
Queste e tante altre assurdità costituiscono il reale contenuto della Pdl 2984. Aspetti da tenere a mente quando qualcuno dice: “La caccia è tradizione“, o “I cacciatori si prendono cura del territorio“, o “I cacciatori sono bioregolatori“.
Molte sono le tradizioni che, per fortuna, grazie alle consapevolezze del mondo di oggi, appartengono solamente al passato. L’uccellagione, tanto per citarne una.
Ed è forse prendersi cura del territorio sparare a coloro con cui condividiamo il pianeta? L’allodola, la pernice bianca, la marzaiola, la canapiglia, l’alzavola e molte altre specie sono già in difficoltà. Le starne che incontriamo in natura non appartengono neppure più alla sottospecie italica, ormai sostituita da sottospecie alloctone introdotte a scopo venatorio.
Per approfondire:
- Allodola (Alauda arvensis) → status: cattivo. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
- Pernice bianca (Lagopus muta) → status: cattivo. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
- Marzaiola (Anas querquedula) → status: cattivo. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
- Canapiglia (Anas strepera) → status: sconosciuto. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
- Alzavola (Anas crecca) → status: inadeguato. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
- Starna (Perdix perdix) → status: cattivo. Vedi su: scheda Lipu / scheda IUCN.
In che senso, poi, i cacciatori sarebbero dei “bioregolatori“? Come può uno sport – un’attività ludica, un passatempo, un divertimento… – concorrere alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema? Perché è proprio questo che si afferma nella Pdl 2984.
Alessandro Polinori, presidente Lipu / BirdLife Italia, in una recente intervista9, definisce questo assurdo una “distorsione concettuale, priva di qualsivoglia fondamento biologico” e ricorda: “La moderna scienza ecologica insegna che la tutela dei sistemi naturali si realizza unicamente salvaguardando gli habitat e contenendo la pressione antropica, non certo espandendo l’attività venatoria”.
La Lipu si mobilita contro “caccia selvaggia”
La Lipu si è mobilitata da subito per fermare la proposta di modifica della 157/92. Lo ha fatto, come sempre, su più livelli: raccogliendo firme attraverso una petizione (che trovate al link nocacciaselvaggia.lipu.it); facendo quanta più divulgazione possibile, sia attraverso vari comunicati stampa e i propri canali social, sia scendendo nelle piazze italiane al fianco delle altre associazioni; appellandosi in più occasioni al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin10; scrivendo, come abbiamo raccontato, persino alla Santa Sede.
D’altronde, è sin dall’inizio della propria lunga storia che la Lipu si batte per contrastare l’attività venatoria e il bracconaggio, tanto sul piano culturale, quanto su quello legale, ed infine “sporcandosi le mani”, grazie alle proprie guardie volontarie.

L’impegno delle “Lipu venete”
In tutta Italia, sono moltissime le Delegazioni che si sono attivate autonomamente per aiutare la Lipu nazionale.
Qui nel Veneto, ad esempio, gli amici di Treviso e Verona e noi di Belluno lo stesso giorno abbiamo preso parte a tre eventi distinti, per rafforzare l’idea che “l’unione fa la forza”. Venerdì 24 luglio scorso, infatti, mentre a Treviso e Verona avevano luogo due sit-in, noi bellunesi tenevamo un incontro dal titolo Attacco alla natura.
A Treviso sono scesi in piazza cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni e di realtà politiche, sindacali e sociali. “È stato un buon successo” ci racconta l’amico Enrico Pavan, Delegato Lipu. “Tanti gli interventi che si sono susseguiti, che hanno sottolineato e rimarcato l’insensatezza e l’aberrazione di questa proposta, e che hanno avuto come comune denominatore il messaggio che la tutela della fauna selvatica e della natura non può passare per il fucile.” Uniti dallo slogan “La natura non si caccia, si difende“, assieme alla Lipu hanno partecipato al sit-in Legambiente Treviso, WWF Terre del Piave Treviso-Belluno, Legambiente Piavenire, Lav Treviso, Oipa Treviso, Fiab Treviso, Vivere il Botteniga e Italia Nostra Treviso.

Entusiasta di quanto avvenuto nella propria città anche Enrico Aio, Delegato Lipu di Verona: “La manifestazione è stata un successo! Gente che è arrivata da Ferrara, Bologna, addirittura da Napoli!” Tra i partecipanti, l’amata conduttrice e autrice televisiva Licia Colò, salita sul “palco” al fianco dei rappresentanti delle varie associazioni: oltre alla nostra, le sezioni veronesi di Lav, Legambiente, LNDC, WWF, SOS Anfibi ed Enpa, nonché Hotel Gatti, Animalisti Verona ODV, Io non ho paura del lupo, Verona Birdwatching e Progetto Natura Verona Lago.

Noi bellunesi, dopo aver preso parte al sit-in tenutosi a Roma lo scorso 23 giugno, abbiamo deciso di attivarci sul piano della divulgazione, organizzando Attacco alla natura11, un incontro informativo volto a rendere noto alle persone quanto sta accadendo, partendo dall’evoluzione delle leggi e normative che regolano l’attività venatoria in Italia ed arrivando a discutere del futuro che non vogliamo. Molte le domande poste alla fine al Delegato Niccolò Sovilla, che ha condotto la serata, a dimostrazione dell’interesse e preoccupazione da parte dei cittadini su questo tema.


Quello del 24 luglio è stato il primo di un ciclo di incontri che la nostra Delegazione intende organizzare in più luoghi della Provincia (e non solo). Se vi interessa sapere quando saranno le prossime date di Attacco alla natura, vi invitiamo ad iscrivervi alla mailing list del nostro sito:
La posizione della Lipu
Alla Lipu l’attività venatoria non piace. La caccia costituisce un problema ambientale, sociale ed etico12.
Cosa vogliamo? La sostituzione dei fucili con i binocoli e con la macchina fotografica: attività, il birdwatching e la fotografia naturalistica, che promuoviamo quanto più possibile, sempre nel rispetto della biodiversità.
Ad ulteriore conferma di questa nostra posizione, l’incompatibilità – da statuto13 – di iscriversi alla Lipu laddove si è già iscritti ad un’associazione venatoria.
In merito a questa proposta di legge, vogliamo che venga del tutto rifiutata, completamente accantonata.

Fonti e approfondimenti:
- L’Ispra boccia il Ddl caccia: ecco il testo dell’audizione alla Camera | Lipu ODV ↩︎
- Ddl caccia: Regioni e Province autonome bocciano la riforma: “Colpisce la conservazione delle specie” | Lipu ODV ↩︎
- Riforma della caccia, ambientalisti e CAI chiedono un incontro al ministro ↩︎
- Licia Colò: “Anche se passa il ddl, aboliremo la caccia con un referendum” – la Repubblica ↩︎
- Caccia, l’appello di Nicole Berlusconi a Forza Italia: «Ricordatevi i valori di zio Silvio, troppe criticità nella riforma» | Corriere.it ↩︎
- DDL Caccia, la mia opinione | Francesco Barberini su Facebook ↩︎
- Ddl caccia, Alessandro Gassmann scrive a Mattarella: “Intervenga”. Licia Colò: “Mi viene da piangere” – La Stampa ↩︎
- Ddl caccia, Papa Leone risponde alla Lipu: “Questione di grande rilevanza sociale e morale” ↩︎
- Il DDL Caccia è davvero un disastro per l’ambiente? ↩︎
- Caccia, 61 associazioni scrivono a Pichetto Fratin: “Bloccare il Ddl, mette a rischio la natura” | Lipu ODV ↩︎
- La Lipu di Belluno accende i riflettori sulla proposta di legge “sparatutto”: incontro pubblico venerdì 24 luglio – Bellunopress ↩︎
- Attività venatoria | Lipu ODV ↩︎
- Lo Statuto | Lipu ODV ↩︎

