Cosa fare se si trova un animale selvatico ferito o in difficoltà in provincia di Belluno? La risposta è: chiamare il CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici!
Info “al volo” sul Cras di Belluno:
Lun-ven: 08:30 – 12:30
Mar e gio: 8:30 – 12:30 | 15:00 – 17:00
Numero da chiamare: 0437 959227
Tutti i giorni: 06:00 – 19:00
Numeri da chiamare: 112, 113, 118, 115
Tante sono le informazioni errate o fuorvianti che si sentono o leggono circa il Centro Recupero Animali Selvatici di Belluno dalla sua riapertura, avvenuta a inizio 2025. Questo articolo punta a chiarire i dubbi sulla gestione degli animali selvatici feriti o in difficoltà nella nostra provincia, per aiutare i cittadini e favorire lo svolgimento delle attività del CRAS.

Se non volete consultare l’intero articolo, cliccate sulle domande di vostro interesse per “volare” direttamente alla risposta!
- Cos’è, dov’è e cosa fa il CRAS di Belluno?
- Come e quando contattare il CRAS di Belluno?
- Come funziona il CRAS di Belluno?
- È vero che il CRAS di Belluno recupera solo gli animali non cacciabili?
- Un animale che non può essere curato o rilasciato viene soppresso?
- Un cittadino che trova un animale in difficoltà può portarlo autonomamente al CRAS?
- Cosa fare in caso di fauna selvatica in difficoltà rinvenuta nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi?
- Cosa succede quando un selvatico viene rinvenuto già senza vita?
- Il CRAS gestisce pagine social?
- Ci sono “giornate aperte” per consentire al pubblico di visitare il CRAS di Belluno?
- A proposito di questo articolo.

1 – Cos’è, dov’è e cosa fa il CRAS di Belluno?
L’acronimo “CRAS” significa “Centro Recupero Animali Selvatici”.
Il CRAS della provincia di Belluno si trova a Villa Zuppani, in località Pasa, nel comune di Sedico, BL.
Le funzioni e gli scopi di un CRAS sono:
- soccorso degli animali selvatici trovati feriti, malati o in difficoltà sul territorio provinciale;
- recupero e cura degli animali selvatici presso il Centro (riabilitazione con lo scopo di rendere gli animali nuovamente in grado di vivere in natura);
- liberazione in natura dell’animale riabilitato, preferibilmente nell’habitat d’origine.
Il “raggio d’azione” del CRAS copre l’intera provincia di Belluno.



2 – Come e quando contattare il CRAS di Belluno?
In provincia di Belluno, se trovate un animale selvatico in difficoltà dovete contattare la Polizia Provinciale o i numeri di emergenza.
Ecco giorni, orari e numeri di telefono:
Dal lunedì al venerdì: dalle 08:30 alle 12:30.
Il martedì e il giovedì: dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 17:00.
Numero da chiamare: 0437 959227 (Corpo di Polizia Provinciale di Belluno).
Tutti i giorni: dalle 06:00 alle 19:00.
Numeri di emergenza da chiamare: 112, 113, 118, 115.
La telefonata verrà inoltrata alla pattuglia disponibile della Polizia Provinciale di Belluno.
Se l’animale in difficoltà si trova all’interno dell’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, contattare preferibilmente il numero 0437 942058 (Carabinieri Forestali di Belluno).
Sebbene ad oggi non si riescano ancora a coprire le 24 ore, grazie al recente ampliamento del personale la Polizia Provinciale di Belluno è in grado di garantire la reperibilità diurna (ovvero dalle 06:00 alle 19:00) sette giorni su sette.
Naturalmente, la possibilità e la rapidità dell’intervento dipendono dalla disponibilità delle pattuglie, che al momento della chiamata potrebbero essere impegnate altrove.
Attenzione: non improvvisatevi MAI veterinari e non affidatevi MAI al “fai da te”! Ciascuna specie animale ha caratteristiche diverse ed ogni situazione necessita di cure ed accorgimenti specifici: pur con le migliori intenzioni, potreste involontariamente peggiorare le condizioni dell’animale. Inoltre, la detenzione di animali selvatici è vietata per legge. Quindi, nel caso abbiate rinvenuto un animale ferito, malato o in difficoltà, non esitate a contattare subito i numeri sopra indicati.

3 – Come funziona il Cras di Belluno?
L’attività del CRAS di Sedico è possibile grazie alla collaborazione tra tre enti: la Regione del Veneto, il Corpo di Polizia Provinciale di Belluno e Veneto Agricoltura (Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario).
La Polizia Provinciale si occupa del prelievo degli animali selvatici in difficoltà dal luogo in cui si trovano e del loro trasporto fino alla sede operativa del CRAS, a Sedico.
Veneto Agricoltura garantisce il triage e le cure veterinarie alla fauna selvatica. L’attività clinica e triagistica veterinaria viene svolta al CRAS di Belluno da un veterinario specializzato in fauna selvatica dipendente di Veneto Agricoltura che si avvale del servizio di veterinari esterni per l’esecuzione di alcuni esami diagnostici (es. radiografie, esami del sangue, …) e chirurgie specialistiche (es. chirurgie ortopediche, chirurgie oculistiche, …).
Inoltre, il continuo rapporto con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZS Belluno) e con l’ASL veterinaria di Belluno garantisce un adeguato livello di sorveglianza sanitaria presso il Centro.

Tutto il personale che opera presso il CRAS è stato adeguatamente formato sulle procedure gestionali ed è in possesso delle necessarie competenze per effettuare la custodia, il primo soccorso, l’alimentazione, la degenza, la fisioterapia e le terapie sulla fauna selvatica su indicazioni del medico veterinario.
Nella convenzione stipulata tra la Regione del Veneto, la Polizia Provinciale e Veneto Agricoltura per la gestione del CRAS è prevista la possibilità di collaborare con il mondo del volontariato. Sebbene tali collaborazioni ad oggi non siano ancora avvenute, in futuro potrebbero costituire una via da percorrere per implementare ulteriormente i servizi erogati dal Centro.

4 – È vero che il CRAS di Belluno recupera solo gli animali non cacciabili?
Assolutamente no. Come definisce la Legge 157 del 1992, recepita dalla Legge Reg. 50 del 1993, il CRAS ha l’obbligo di recuperare tutta la fauna selvatica omeoterma (mammiferi e uccelli) ferita, malata o in difficoltà.
Possibili eccezioni dipendono eventualmente da normative, direttive, piani o leggi provinciali, regionali, nazionali o europei specifici. Ad esempio:
- cinghiale (Sus scrofa): divieto di recupero presso i CRAS (Piano Eradicazione PSA – Peste Suina Africana);
- gazza (Pica pica) e cornacchia grigia (Corvus cornix): non vengono recuperati dai CRAS in quanto specie sottoposte al piano regionale di controllo dei corvidi, secondo il quale un numero prestabilito di esemplari viene abbattuto ogni anno;
- cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus) e daino (Dama dama): vista l’altissima numerosità provinciale di esemplari, ed essendo tali specie sottoposte a piani di selezione venatoria, la Provincia di Belluno ha adottato un “Protocollo Ungulati” approvato da ISPRA e ASL. Tale protocollo prevede l’abbattimento indolore in loco da parte della Polizia Provinciale o di cacciatori (adeguatamente formati con un apposito corso) degli esemplari di queste specie che risultino incidentati o gravemente malati e non immediatamente rilasciabili in natura. I capi così abbattuti vengono poi conteggiati nelle stime utilizzate dalla Provincia per formulare i piani faunistico-venatori dell’anno seguente. Non rientrano in questo protocollo i cuccioli di queste specie trovati feriti o abbandonati, o erroneamente prelevati dai cittadini: in questi casi, quando possibile, viene tentato il ricongiungimento con la madre, altrimenti gli animali vengono portati al Centro per essere valutati dal veterinario ed iniziare il percorso di allevamento in cattività, adottando misure che riducano al minimo il rischio di imprinting con l’uomo al fine di poter rilasciare gli animali al momento opportuno. Nei casi di animali arrivati al Centro già irrimediabilmente imprintati, il CRAS dispone di tre grandi recinti per ungulati dove alcuni di questi possono essere ospitati a vita.
Alcuni dei recenti “ospiti” del CRAS, recuperati e rimessi in libertà, sono stati volpe, ghiro, riccio, germano reale, diverse specie di pipistrelli, poiana, rondine, rondone, balestruccio e rondine montana, civetta, assiolo, gheppio, sparviere, diverse specie di picchi, merlo e altri turdidi, tortora dal collare, frosone, averla piccola, cuculo, faina, scoiattolo rosso… Perciò, se sentite o leggete che il CRAS della Provincia di Belluno recupera solo la fauna non cacciabile, si tratta di un’informazione errata.








Che l’animale trovato in difficoltà appartenga ad una specie cacciabile o no, non esitate a contattare rapidamente il CRAS!
5 – Un animale che non può essere curato o rilasciato viene soppresso?
Non necessariamente.
Se le condizioni di salute dell’esemplare sono tali da pregiudicare il successo della cura e della successiva riabilitazione, a seguito di attenta valutazione veterinaria il medico responsabile del CRAS procede con l’eutanasia, al fine di non prolungare inutilmente la sua sofferenza.
Può anche capitare che un animale, pur tornato in buona salute grazie alle cure ricevute, non sia più autonomo e non possa venire reimmesso in libertà. Pensate, ad esempio, ad un’aquila non più in grado di volare, ad un lupo con problemi di vista, ad un capriolo imprintato con l’essere umano… In natura morirebbero certamente.
Sebbene lo scopo finale del CRAS sia sempre il rilascio in natura dell’esemplare recuperato, in questa situazione esso non necessariamente viene soppresso. Secondo le indicazioni del veterinario, che valuterà la possibilità per l’animale di vivere in cattività una vita dignitosa e priva di dolore, gli si troverà uno spazio dove proseguirla, all’interno di appositi recinti e voliere a Sedico o in collaborazione con altri enti pubblici: centri o riserve naturali dotati di aree adibite a tale scopo.
Gli animali captivati a vita potranno rientrare in progetti di conservazione della fauna con un duplice scopo: didattico o, in alcuni casi riguardanti specie particolari e minacciate, di captive-breeding (ovvero di allevamento e riproduzione in cattività al fine del rilascio in natura della prole).

L’affettuosa Matilde, la giovane cerva che abbiamo conosciuto durante la visita al CRAS di Villa Zuppani, è un esempio di animale non rilasciabile gestito a vita dal CRAS. Portata al Centro già imprintata con l’essere umano, un suo rilascio in natura significherebbe consegnarla ad un mondo cui non appartiene più, e a morte certa. Vedendoci entrare nel suo recinto, ci si è avvicinata con curiosità e si è lasciata accarezzare e fotografare: l’opposto di ciò che l’istinto dovrebbe spingerla a fare. Resterà al CRAS di Sedico fino al termine (naturale) dei suoi giorni.

6 – Un cittadino che trova un animale in difficoltà può portarlo autonomamente al CRAS?
No, chiunque trovi un animale selvatico in difficoltà deve contattare i numeri di cui sopra.
Il CRAS di Belluno, ad oggi, non ha uno sportello aperto al pubblico o un servizio di segreteria. Il tramite è sempre il Corpo di Polizia Provinciale.
L’animale viene prelevato esclusivamente dal personale della Polizia Provinciale e conferito al CRAS o, in presenza di condizioni fisiche troppo gravi, soppresso, come già spiegato.
7 – Cosa fare in caso di fauna selvatica in difficoltà rinvenuta nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi?
Il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi rientra tra le competenze del CRAS di Sedico.
Per quanto riguarda la gestione del recupero, tuttavia, la competenza non è direttamente della Polizia Provinciale di Belluno, bensì del Corpo dei Carabinieri Forestali di Belluno. Pertanto, in questi casi contattate preferibilmente il numero 0437 942058.
La collaborazione tra Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale permette in ogni caso all’animale di giungere al CRAS per garantirgli in tempi brevi le cure necessarie.
8 – Cosa succede quando un animale viene rinvenuto già senza vita?
La fauna selvatica rinvenuta sul territorio senza vita o che muore durante l’arrivo degli agenti di Polizia Provinciale non è di competenza del CRAS, che si occupa di recuperare solo animali ancora vivi.
Le carcasse rinvenute sul territorio vengono smaltite come da normativa dagli enti preposti (Polizia Provinciale se rinvenuta su strada o terreno di competenza provinciale, Comune se su strada o terreno di competenza comunale). Lo smaltimento può avvenire per incenerimento tramite ditte autorizzate, oppure per mezzo di sotterramento in apposite fosse certificate.
Le carcasse degli animali deceduti presso le strutture del CRAS, invece, vengono inviate presso l’Istituto Zooprofilattico di Belluno per gli accertamenti sanitari nei casi a rischio di malattie infettive sottoposte a protocolli di sorveglianza, oppure, negli altri casi, presso la Sala necroscopia dell’Università degli Studi di Padova.
9 – Il CRAS gestisce pagine social?
Al momento, il CRAS della provincia di Belluno non gestisce alcuna pagina social.
Gli enti sono ben consapevoli dell’importanza e dell’efficacia della divulgazione verso i cittadini, ma tutte le informazioni provenienti dal CRAS sono sottoposte ad accordo di riservatezza e le comunicazioni al pubblico seguono solo canali ufficiali (siti e pagine social di Regione Veneto, Provincia di Belluno e Veneto Agricoltura), certificati ma sicuramente meno snelli e rapidi rispetto ad altri.
Questo articolo, realizzato dalla Delegazione Lipu di Belluno in collaborazione con il CRAS, si propone quale primo passo verso una comunicazione più chiara e diretta con la cittadinanza.
In ogni caso, la Polizia Provinciale è tenuta alla massima trasparenza e, se contattata, risponde volentieri alle domande degli interessati. Ogni animale arrivato al Centro viene registrato in un apposito archivio, completo di testimonianze fotografiche e video.

10 – Ci sono “giornate aperte” per consentire al pubblico di visitare il CRAS di Belluno?
C’è la volontà di organizzare delle “giornate aperte” che in futuro permettano ai cittadini di visitare parte del CRAS di Villa Zuppani e conoscere le attività di recupero fauna selvatica, magari con il coinvolgimento delle scuole e delle associazioni di volontariato.
Tuttavia, si deve immaginare un CRAS come un reparto di terapia intensiva.
Gli animali ospitati sono individui di specie selvatiche che, per natura, temono l’essere umano. Qualsiasi interazione con esso può risultare stressogena e nociva per il processo di riabilitazione. Gli operatori del Centro sono addestrati a limitare al minimo il contatto e le interazioni con gli animali durante le procedure gestionali.
Perciò, le aree dedicate alla cura e riabilitazione degli animali ospiti del Centro non saranno visitabili né aperte al pubblico.
In futuro, il Centro organizzerà quindi delle “giornate aperte” per presentare il lavoro svolto e far conoscere alcuni degli ospiti meno sensibili al contatto con l’uomo, sempre con l’obiettivo primario di tutelare il benessere degli animali ricoverati.
Noi stessi, se avremo l’occasione di co-organizzare un evento con il CRAS, non mancheremo certo di informare i nostri soci e chiunque ci segua sui social o tramite il sito.
11 – A proposito di questo articolo
Il presente articolo, redatto dalla Delegazione Lipu di Belluno, ha lo scopo di chiarire eventuali dubbi sulla gestione degli animali selvatici feriti, malati o in difficoltà nella nostra provincia.
Le fonti di tutte le informazioni contenute in questa pagina sono il Corpo di Polizia Provinciale di Belluno ed il personale del CRAS, i quali hanno anche revisionato e approvato l’articolo prima della sua pubblicazione o successivo aggiornamento.
Se la vostra esperienza diretta con il recupero della fauna selvatica nella nostra provincia differisce da quanto riportato, non esitate a segnalarcelo. Siamo in continuo contatto con il CRAS di Belluno, cercheremo quindi di darvi riscontro sull’accaduto.
È nel nostro pieno interesse ricevere feedback sull’argomento da parte di chiunque per avere una visione quanto più oggettiva e realistica possibile della situazione sul territorio.
Attenzione: le opinioni e i contenuti del presente articolo non coincidono necessariamente con la filosofia dell’associazione. La Lipu è contraria all’attività venatoria, contro la quale si batte da sempre.
Ultimo aggiornamento delle informazioni: dicembre 2025.

