Chi li vuole gli alberi di via Feltre?

Chi li vuole gli alberi di via Feltre?

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3,1 milioni per rifare via Feltre: questo il generoso regalo di un benefattore privato che, oltre ai soldi, ha presentato al Comune di Belluno il progetto “chiavi in mano”. Una notizia splendida che noi della Delegazione Lipu di Belluno, come tutti i cittadini del capoluogo, apprendiamo dalle testate locali e salutiamo favorevolmente.

C’è una nota dolente. A quanto leggiamo, infatti, risulta in previsione la rimozione totale degli alberi che ombreggiano la via. D’altra parte, per rifarla daccapo, gli alberi vanno prima levati. Cos’abbiamo dunque da lamentare?

Lo stato delle alberature di via Feltre a marzo 2026. Capitozzature a parte, immaginate la stessa via senza il 50% degli alberi…

Lo abbiamo spiegato in una lettera, inviata il 19 marzo 2026 al sindaco Oscar De Pellegrin e all’Amministrazione comunale di Belluno, alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno e al Gruppo Carabinieri Forestale Belluno.

Qui potete leggere la lettera inviata dalla Delegazione Lipu di Belluno a proposito del taglio degli alberi di via Feltre a Belluno.

Dal nostro punto di vista, le criticità sono essenzialmente due:

  1. l’inizio lavori è previsto per il mese di aprile, ovvero in pieno periodo di nidificazione e riproduzione dell’avifauna;
  2. la sostituzione degli alberi con giovani esemplari è prevista soltanto da un lato della strada: significa quindi perdere suppergiù il 50% della copertura arborea di via Feltre.

Il problema dell’avifauna urbana

Noi della Lipu, si sa, da oltre 60 anni siamo quelli dalla parte degli uccelli. Per tante ragioni, tra le quali che i nostri amici alati sono bioindicatori chiave per monitorare la salute ambientale, tanto in ambito naturale quanto in ambito urbano.

Come ogni anno, l’appello dell’Associazione è chiaro e non necessita giri di parole: “Fermate i tagli fino all’estate!

Lungo viale Tilman sono presenti degli esempi concreti di capitozzatura, a disposizione di tutti i cittadini che intendessero ampliare le proprie conoscenze sulla gestione del verde urbano.

Tra marzo e luglio-agosto, merli, passeri, tortore ed innumerevoli altre specie ornitiche – comuni in città, tanto da venire spesso date per scontate, nonostante il trend nazionale negativo – utilizzano alberature stradali e siepi quali siti di nidificazione. Tanto l’abbattimento quanto la manutenzione del verde, durante questa delicata fase, comportano un rischio concreto di distruzione di nidi attivi e uova e di mortalità di pulli ed esemplari adulti.

La biodiversità, intesa come varietà e quantità di organismi presenti in un ambiente, influenza la resilienza o la fragilità di un ecosistema. Questo vale anche per le città.

Agli enti pubblici, ai cittadini e a tutti coloro che sono coinvolti nella gestione del verde chiediamo quindi di evitare il taglio delle piante nel periodo tra marzo e agosto, se non per motivi di forza maggiore.

Va tenuto conto che non si tratta “solamente” di coscienza, di buone norme civiche, di amore per la natura. Si tratta di legge.

I nidi degli uccelli sono infatti protetti in tutto il territorio italiano, aree urbane incluse, dalla legge nazionale 157/92 oltre che dal Decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico (CAM).

Alla luce di tutto ciò, la nostra prima richiesta all’Amministrazione comunale di Belluno è che la rimozione o potatura dei tigli di via Feltre venga rimandata ad agosto-settembre.

Non è un paese per vecchi, ma nemmeno per giovani. E non è un paese per alberi.

C’è poi questo fatto della messa a dimora di nuovi alberi, in sostituzione di quelli rimossi, solo da un lato della strada. Un dettaglio del progetto della “nuova via Feltre” in netto contrasto con gli studi condotti in tutto il mondo sulla fondamentale importanza di aumentare – e non diminuire! – la copertura verde nelle nostre città.

Via Feltre, oltre che di case e ville storiche, è sede di uffici, agenzie, negozi, bar, ristoranti, persino di una ULSS. Una via molto frequentata dai bellunesi, che la percorrono avanti e indietro in auto, coi mezzi pubblici, in bicicletta e a piedi.

In estate, quando il sole si fa rovente, ci sono le fronde dei tigli. I quali, poveretti, nonostante le capitozzature selvagge – finite pure sui giornali, in anni recenti – aiutano tanto gli anziani quanto i giovani a giungere a destinazione senza un’insolazione.

Lungo i viali delle città, gli alberi non “servono” solo agli esseri umani, ma anche all’avifauna urbana! Qui tre immagini di via Feltre, Belluno, marzo 2026.

Rimuovere un albero adulto e sostituirlo con uno giovane costituisce già di per sé un problema. La chioma del “giovane” è più piccola, il suo tronco più esile, le sue radici meno estese.

Le alberature urbane costituiscono un’infrastruttura verde polifunzionale fondamentale per il benessere dei cittadini. Alcuni esempi:

  • mitigano l’effetto “isola di calore” attraverso l’ombreggiamento e il raffrescamento evaporativo;
  • intercettano le precipitazioni ed incrementano la capacità di invaso del suolo;
  • agiscono come biofiltri attivi per la depurazione atmosferica, riducendo le concentrazioni di inquinanti e sequestrando il particolato ultrasottile;
  • la “vista del verde” e l’ombra naturale hanno effetti misurabili sul benessere psicofisico (riduzione dello stress e delle patologie cardiovascolari).

Chiaramente, la quantità di questi servizi / benefici ecosistemici prodotta da un esemplare adulto è ampiamente superiore a quella offerta da un albero di recente impianto.

Per questo motivo, è fondamentale che chi progetta il nuovo verde urbano comprenda il concetto che “uno non è uguale a uno”: piantare un nuovo albero non compensa la perdita di uno maturo.

Occorre piuttosto applicare il concetto di “sovracompensazione. Le ricerche dimostrano che per ogni albero abbattuto si dovrebbero piantare da 6 a 41 nuovi alberi (Nowak e Aevermann, 2019), tenendo in conto la possibilità di fallimento dei nuovi impianti del 10-30%.

Non ci siamo presi la briga di contare gli alberi di via Feltre – noi della Lipu siamo più famosi per contare gli uccelli – ma c’è chi dice che, per ora, siano 139. Applicando la teoria di Nowak e Aevermann, il Comune dovrebbe “sovracompensare” l’abbattimento dei tigli di via Feltre piantandone un minimo di 834!

Ma pure noi che amiamo guardare col binocolo verso il cielo non viviamo sulla Luna. Ci basterebbe che chi di dovere non facesse sparire metà di quei tigli.

Anche in merito al taglio degli alberi lungo via Feltre, citiamo normative ben precise.

  • I CAM prevedono che, in caso di abbattimento per motivi di sicurezza o fine ciclo vitale, il bilancio arboreo debba restare positivo o invariato Decreto Ministeriale n° 63 del 10 marzo 2020 sui criteri ambientali minimi del verde pubblico, in particolare l’art. 11 sulla manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo.
  • Gli alberi vanno tutelati e non se ne può ordinare l’abbattimento d’urgenza se non dimostrando l’indispensabilità dell’intervento per la pubblica incolumitàConsiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 9178 del 27 ottobre 2022.
  • Riducendo i servizi ecosistemici del verde urbano (ad esempio abbattendo degli alberi adulti) si incide negativamente sulla salute e il benessere delle personeTribunale di Torino, sentenza del 30 maggio 2024 (Nrg 12333/2023).
  • Il Regolamento europeo per il ripristino della natura (Restoration Law) approvato nel 2024, all’art. 8 contempla le misure per gli ecosistemi urbani, richiedendo agli Stati membri che non vengano persi gli spazi verdi cittadini.

La nostra seconda richiesta all’Amministrazione comunale di Belluno, quindi, è che il progetto di rifacimento di via Feltre venga rivisto, nell’ottica di rimettere a dimora gli alberi da entrambi i lati della carreggiata. E, naturalmente, che in seguito ci si prenda adeguatamente cura delle nuove piante, per garantirne la sopravvivenza.

Belluno è la numero uno

Belluno è un posto bellissimo dove vivere: la “città splendente”, la “città delle rondini”…

Il verde, attorno al capoluogo, è innegabilmente ovunque. Il bosco avanza “mangiando” gli ambienti prativi – con un danno per la biodiversità che, agli occhi dei non addetti ai lavori, può sembrare paradossale. Ma questo verde come viene gestito in ambito urbano?

Questi sono alcuni alberi di Piazzale Vittime di Via Fani, Belluno. Un bel “taglio netto” eseguito nel mese di marzo 2026. C’è da dire che se si decidesse di aprire un cinema drive-in, questi alberi assolverebbero egregiamente alla funzione di tavolini per bibite e pop-corn.

Citando un recente articolo pubblicato da Bellunopress, il quale a sua volta cita il sindaco Oscar De Pellegrin:

“Secondo il rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia del 2024, la città italiana con più alberi è Belluno con 200 alberi ogni 100 mila abitanti, un primato di cui andiamo fieri e che vogliamo difendere prendendoci cura del nostro verde urbano e sostituendolo dove ammalorato e pericolante.”

Quelle del sindaco sono certamente parole confortanti, per noi amanti della natura.

Qualcuno sa dirci se nel conteggio degli alberi pro capite di Belluno vengono contati anche questi malmessi esemplari di via Prade, di recente impianto?

Nella gestione del verde urbano e nella messa a dimora di nuove piante vanno considerati aspetti di primaria importanza, che tuttavia spesso nelle città vengono messi da parte a favore di un (apparente) abbattimento dei costi di tali interventi.

Piantare bene significa innanzitutto prevedere e prevenire, uscendo dalla logica dell’emergenza continua per entrare in una pianificazione consapevole. Significa affidarsi a criteri scientifici e non all’improvvisazione, alla tradizione o – peggio – all’occasione economica del momento. Vuol dire avere censimenti arborei aggiornati, in grado di restituire una fotografia dinamica del patrimonio verde, monitorarne le condizioni, pianificare sostituzioni e interventi senza aspettare che siano gli eventi estremi a costringere a reagire. Ma significa soprattutto fare scelte vegetazionali ragionate: selezionare le specie in base alla loro compatibilità con il contesto (suolo, spazio disponibile, esposizione, infrastrutture presenti), alla loro tolleranza agli stress climatici, e non solo, sempre più frequenti, alla loro stabilità meccanica, alla ridotta suscettibilità a parassiti già presenti o in potenziale espansione.” – cit. dall’articolo “Alberi in città: non siano simboli ma progetti” di Francesco Ferrini (Università di Firenze, NBFC National Biodiversity Future Center), professore ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni.

Una pianta messa a dimora e abbandonata a se stessa non può crescere forte e sana. Non fornirà quindi i servizi ecosistemici di cui abbiamo parlato. Al contrario, rappresenterà un concreto pericolo: una pianta debole o indebolita è una pianta potenzialmente instabile.

La progettazione di una nuova alberatura deve includere, ad esempio, lo studio di un adeguato sistema di irrigazione che fornisca acqua nei primi anni di impianto. Bisogna anche considerare che un albero piantato in una fase di crescita già avanzata dà sì più “soddisfazione” immediata, ma è anche molto più delicato rispetto ad una giovane piantina. Attenzione poi agli sfalci della vegetazione che cresce alla sua base, che possono facilmente danneggiarne (irreversibilmente) il colletto e quindi comprometterne la futura crescita.

Le considerazioni sono tante, e non è certo questa la sede per riportarle tutte. Senza dubbio, l’augurio da parte nostra è che la riqualificazione di via Feltre, ora possibile grazie al concittadino benefattore, possa divenire un esempio, per rispetto delle leggi, lungimiranza, modalità di realizzazione e scelta dei tempi, da imitare per qualsiasi area urbana per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, sotto gli occhi di tutti.

Quello della “nuova via Feltre” è un progetto che ha già in sé alcuni elementi potenziali di benessere per gli abitanti dell’area e che, dal nostro punto di vista, con le giuste modifiche risponderebbe a tutti i benefici che secondo l’OMS derivano dalla presenza massiccia di spazi verdi urbani. Migliore qualità dell’aria, refrigerio dalla calura, invito al movimento a piedi (e in bicicletta) e supporto alle capacità motorie, sociali e cognitive anche dei più giovani.

Noi osserviamo speranzosi, in linea con l’approccio sempre positivo, collaborativo e moderato che la Lipu nazionale porta avanti negli anni. E vedremo come andrà.

L’alberatura di via Vittorio Veneto. Sullo sfondo la “nostra” montagna innevata, il Serva.

Approfondimenti

Articoli e comunicati che parlano del progetto di rifacimento di via Feltre a Belluno:


ambiente animali bambini biodiversità birdwatching conferenze CRAS ecologia urbana educazione insetti natura passeggiate


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Altri articoli dal blog della Delegazione Lipu di Belluno:

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