Botti di Capodanno: festa o sofferenza?

Botti di Capodanno: festa o sofferenza?

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8–12 minuti

L’anno è quasi finito, si avvicina il suo ultimo giorno. Le persone si raduneranno per festeggiare l’inizio del prossimo: un rito per riflettere su ciò che è stato, voltare pagina lasciandosi il passato alle spalle e ricominciare, magari enunciando agli amici i famosi “buoni propositi”.

Tanti sono i modi per festeggiare, ma gli anni passano. Le conoscenze scientifiche sono sempre più accessibili e la sensibilità ambientale sempre più diffusa. Risulta quindi strano che ancora oggi il divertimento di alcuni possa essere causa di sofferenza per altri.

Eppure, è il caso di botti, petardi e fuochi d’artificio, che ogni anno, nella notte tra San Silvestro e Capodanno, mietono vittime tra gli animali, sia selvatici che da compagnia, e mandano parecchie persone all’ospedale.

Scrive sui propri social Alessandro Polinori, presidente Lipu / BirdLife Italia: “Le tradizioni e le usanze sono importanti, fanno parte della nostra cultura e sono elementi fondamentali dell’identità di una nazione. Ma quando tradizioni o usanze prevedono la morte o la sofferenza di altri esseri viventi, queste vanno tempestivamente modificate o cancellate, in modo da rispettare le altre specie che condividono con noi questo pianeta.”

Non ci sono più scuse: il fragore degli spettacoli pirotecnici è il modo sbagliato di celebrare.

Botti e fuochi d’artificio VS animali

Sappiamo tutti che gli animali sono terrorizzati dalla confusione di queste situazioni. Chi ha un cane o un gatto in casa vive ogni anno la stessa angosciosa attesa: che il rumoroso festeggiamento finisca.

Di fronte a boati, esplosioni e scoppi di luce, il vantaggio per noi umani è essere consci che si tratta di un mero spettacolo pirotecnico. Ma gli animali non ne sono consapevoli. Per loro i forti rumori e le luci improvvise, a cui non sono abituati in natura, significano solo una cosa: pericolo!

E allora, non basterebbe fuggire, mettersi al riparo? No, non è così semplice.

La stessa spiaggia, in Spagna. Nell’immagine di sinistra, durante uno spettacolo pirotecnico.

In questo articolo vedremo, in termini medici, come mai i botti e i fuochi d’artificio sono così dannosi per la fauna selvatica e gli animali domestici, cosa avviene nel loro cervello, cosa succede al loro fisico, quali meccanismi si innescano.

Perché il “botto” fa paura?

In natura tutti i rumori forti sono sempre associati a qualcosa di negativo: un ramo che si spezza può segnalare l’arrivo di un predatore, un tuono preannuncia una tempesta. Nel corso di milioni di anni, la selezione naturale ha favorito gli individui capaci di reagire rapidamente a questi stimoli, scappando prima ancora di identificare con precisione la fonte del disturbo (Bateman et al., 2023).

I fuochi d’artificio innescano esattamente questa risposta anti-predatoria innata: rumori improvvisi, imprevedibili e di intensità superiore a qualsiasi suono naturale (spesso oltre 85 decibel), accompagnati da luci intense e improvvise.

Fight-or-flight

Le condizioni di pericolo improvviso attivano il sistema nervoso simpatico1 e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene2. Catecolamine3, GH4, TSH5, glucagone6 e glucosio vengono rilasciati in circolo in rapida successione. In un attimo, ciò attiva uno stato di reattività – energicamente molto dispendioso – fatto per durare giusto il tempo dello scatto nel momento di emergenza.

Si tratta del meccanismo fisiologico di fight-or-flight, ovvero “attacco o fuga”. In natura questo meccanismo di stress consente, per brevi periodi, di concentrare tutte le energie sul sistema motorio e garantire la fuga.

Ma se questo stato persiste per più tempo, o lo stimolo pauroso è davvero eccessivo, come nel caso dei botti e fuochi artificiali, la condizione passa da stress (fisiologico) a distress (patologico).

Nella condizione di distress si verificano rapidamente un innalzamento della temperatura corporea ed il passaggio da metabolismo aerobico ad anaerobico7, con conseguente acidificazione dei tessuti causata dalla massiva produzione di acido lattico.

Ne deriva un susseguirsi di macro e micro lesioni necrotiche8 ed ischemie9 nel tessuto muscolare liscio e striato in diversi siti (muscolatura motoria, cardiaca, renale) con conseguenze diverse in base agli organi colpiti.

Sintomi

I sintomi si manifestano più o meno rapidamente in ordine crescente: occhi sbarrati, disorientamento, rigidità muscolare, ipertermia10, respiro affannoso a bocca aperta, fame d’aria11, scialorrea12, disidratazione, opistotono13, collasso e morte.

Nelle forme acute l’animale può morire quasi immediatamente per miocardiopatia, ovvero danno iperacuto con infarti e necrosi della muscolatura cardiaca che portano all’arresto cardiocircolatorio.

Nelle forme croniche, anche se gli animali non muoiono immediatamente, le microlesioni alla muscolatura del rene possono causare danni irreversibili alla struttura di filtrazione glomerulare dell’organo, causando un’insufficienza renale potenzialmente fatale anche a distanza di giorni o settimane dall’evento stressogeno.

Anche micro danni cardiaci possono causare deficit di funzionalità nel lungo periodo.

Danni secondari, non meno gravi

Le problematiche che abbiamo descritto, assieme ai danni alla muscolatura motoria, rendono l’animale più debole e vulnerabile all’attacco di predatori o meno performante nella caccia, e riducono le performance riproduttive.

Anche solo il semplice disorientamento dovuto a forti scoppi e luci improvvise può essere letale. Spesso, anche se non per motivi metabolici, nella foga gli animali si lesionano o muoiono a causa di impatti con ostacoli, vetrate e auto.

Il comportamento degli uccelli

Immagine di Emilian Robert Vicol da Pixabay.

L’esplosione dei fuochi d’artificio – il “botto” – genera anche delle onde di pressione, ovvero delle perturbazioni che si propagano attraverso un mezzo, con trasporto di energia.

Gli uccelli percepiscono le onde di pressione a livello fisico grazie ai sacchi aerei e all’organo paratimpanico collocato nell’orecchio. Lo stress è quindi acuto e porta sempre conseguenze negative.

Le madri si possono allontanare dai nidi lasciandoli incustoditi, con i pulli che rischiano di cadere o essere predati (Stickroth, 2015).

Nel caso degli uccelli migratori lo stormo si può disperdere, con i giovani che non sono poi in grado di ritrovare il gruppo o con adulti che, nel panico, fuggono disorientati, sbattendo contro ostacoli, ferendosi oppure morendo a causa dell’impatto (Bateman et al., 2023; Stickroth, 2015).

Gli uccelli possono anche rimanere in aria per 45-60 minuti dopo l’inizio dei festeggiamenti, con un dispendio energetico significativo che li costringe, dopo l’evento, a passare del tempo eccessivo ad alimentarsi per recuperare le energie consumate. Inoltre, molti individui si spostano verso nuovi siti di alimentazione e riposo, dove hanno difficoltà a reperire cibo per la mancanza di familiarità con l’ambiente (Bateman et al., 2023).

Come proteggere il mio amico a quattro zampe?

Non solo i selvatici soffrono per i festeggiamenti di Capodanno: anche cani, gatti e altri animali da affezione o da allevamento, se non abituati, patiscono per lo scoppio di petardi e fuochi artificiali! Quante volte leggiamo sui giornali di cani scappati smarriti o incidentati il primo giorno dell’anno?

Ecco alcuni consigli per proteggere i nostri pets in queste occasioni:

  • Boicottare l’uso di petardi e fuochi artificiali a Capodanno, sensibilizzando la popolazione e chiedendo limitazioni ai Comuni. Anche solo condividere articoli come questo può aiutare a diffondere il messaggio!
  • Portare i nostri animali con noi in luoghi lontani dallo scoppio dei fuochi come ad esempio in aree di montagna, aperta campagna, o, a mali estremi, portarli in auto in autostrada o luoghi isolati durante gli scoppi della mezzanotte.
  • Se non si ha la possibilità di recarsi in un luogo isolato, non lasciare comunque soli i nostri animali domestici, tenendoli con noi in un luogo della casa familiare e per loro sicuro.
  • Creare un riparo confortevole con cuscini, cucce e coperte a loro familiari.
  • Attutire i suoni chiudendo porte, tapparelle e balconi, cercando di isolare visivamente e acusticamente la stanza.
  • Tenere radio o televisione accese ad alto volume: anche se fastidioso, il rumore di questi dispositivi è già noto ai nostri amici a quattro zampe, e attutisce il rumore degli scoppi provenienti dall’esterno.
  • Usare diffusori di feromoni rilassanti reperibili facilmente in commercio sia per cani che per gatti.
  • Somministrare da qualche settimana prima di Capodanno integratori rilassanti e tranquillanti (chiedete sempre consiglio al vostro veterinario di fiducia).
  • Nei casi gravi si può ricorrere alla somministrazione di veri e propri farmaci tranquillanti e sedativi (solo ed esclusivamente secondo parere e prescrizione veterinaria!)

L’appello della Delegazione Lipu di Belluno

L’impatto dei fuochi artificiali sulla fauna selvatica e sugli animali domestici – ci sembra di averlo spiegato con chiarezza – è indiscutibilmente negativo.

Si potrebbe prevenire semplicemente estendendo le zone di protezione, oppure impedendo l’utilizzo di botti e fuochi nelle vicinanze di aree umide, spesso ricche di biodiversità e specie sensibili, come quelle migratorie. In ambiente urbano la prevenzione dovrebbe essere comunque presa in considerazione: neppure le specie sinantropiche presenti in città si adatteranno mai a simili fonti di stress.

Ammesso che si faccia tutto ciò, tuttavia, la vera soluzione resta il rifiuto di articoli pirotecnici rumorosi. Anche la nostra Delegazione, sposando in toto quella che da sempre è la posizione della Lipu nazionale, quest’anno rivolge il proprio appello sia ai cittadini che alle amministrazioni.

Ai primi, chiediamo di boicottare i festeggiamenti che arrechino danno alla natura. Per citare nuovamente il Presidente della nostra associazione Alessandro Polinori: “No ai botti! Festeggia in modo diverso: ricordati della natura e degli animali. Che gli unici botti siano quelli degli spumanti, naturalmente bio!”

A chi ci amministra, chiediamo di dare ascolto alle evidenze scientifiche (e al buon senso) e vietare definitivamente il commercio e l’utilizzo di questi articoli, pericolosi ed inquinanti, promuovendo invece festeggiamenti responsabili che rispettino la natura, l’ambiente e chi ci abita (animali e umani).

Divulgare per sensibilizzare

Il rispetto nei confronti della natura nasce dalla sua conoscenza, ma molti degli aspetti di cui abbiamo parlato in questo articolo forse non sono noti a tutti. Per questo vi chiediamo di diffonderlo il più possibile tra le vostre conoscenze!

Qui alcuni pulsanti per la condivisione rapida del nostro articolo:

Mettiamo anche a disposizione tre grafiche che abbiamo creato per l’occasione, la nostra piccola “campagna” contro i botti di San Silvestro / Capodanno. Scaricatele liberamente ed utilizzatele sui vostri social, ricordandovi di taggare le nostre pagine Facebook e Instagram ( @lipu_belluno ), ed inviatele ai vostri amici!

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Glossario

Di seguito un comodo glossario per comprendere al meglio i contenuti medici di questo articolo.

  1. Il sistema nervoso simpatico è una parte del sistema nervoso autonomo, fondamentale per la risposta “lotta o fuga” (fight-or-flight), che prepara il corpo ad affrontare situazioni di stress, pericolo o emergenza. ↩︎
  2. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è il sistema neuroendocrino centrale che coordina la risposta allo stress, collegando cervello (ipotalamo e ipofisi) e ghiandole surrenali, e rilasciando ormoni per mobilitare le risorse corporee. ↩︎
  3. Le catecolamine sono ormoni e neurotrasmettitori rilasciati principalmente in risposta allo stress (fisico o emotivo) dalle ghiandole surrenali e dal sistema nervoso, preparando il corpo alla reazione di “lotta o fuga” (fight-or-flight) aumentando energia e vigilanza. ↩︎
  4. GH (Growth Hormone, ormone della crescita / somatotropina) è un ormone proteico fondamentale prodotto dall’ipofisi che regola la crescita durante l’infanzia e l’adolescenza, e mantiene il metabolismo, la massa muscolare e la densità ossea nell’adulto, con picchi principali durante il sonno profondo. ↩︎
  5. Il TSH (Ormone Tireostimolante o Tireotropina) è un ormone cruciale prodotto dall’ipofisi che regola la funzione tiroidea, stimolando la tiroide a produrre gli ormoni essenziali T3 e T4. ↩︎
  6. Il glucagone è un ormone peptidico prodotto dal pancreas che regola i livelli di zucchero nel sangue, agendo come antagonista dell’insulina; stimola il fegato a rilasciare glucosio in risposta a una bassa glicemia (ipoglicemia), soprattutto durante il digiuno o l’esercizio fisico. ↩︎
  7. Il metabolismo aerobico usa l’ossigeno per produrre energia da grassi e carboidrati, è lento ma duraturo. Quello anaerobico produce energia rapidamente senza ossigeno, per sforzi intensi e brevi. Il passaggio dall’uno all’altro dipende dall’intensità dello sforzo: quando l’ossigeno scarseggia, subentra il sistema anaerobico, causando fiato corto e affaticamento. ↩︎
  8. Una lesione necrotica è una ferita causata dalla morte di cellule e tessuti (necrosi). Si forma a causa di una mancanza di flusso sanguigno o ossigeno, traumi, infezioni gravi o malattie croniche. ↩︎
  9. L’ischemia è una condizione in cui una parte del corpo riceve un apporto di sangue insufficiente, portando a una mancanza di ossigeno e nutrienti, fondamentale per la sopravvivenza dei tessuti. ↩︎
  10. L’ipertermia animale è un innalzamento della temperatura corporea (oltre i 40,5°C in cani e gatti), che richiede intervento veterinario immediato; si manifesta con respiro affannoso, bava, letargia, gengive rosse e confusione. ↩︎
  11. Fame d’aria” è il termine comune per la dispnea, una sensazione di difficoltà respiratoria o mancanza di fiato, che può derivare da cause fisiche (asma, problemi cardiaci, polmonari) o psicologiche (ansia, panico). ↩︎
  12. La scialorrea, o ipersalivazione, è un eccessivo accumulo di saliva in bocca dovuto o ad un aumento della produzione salivare, a una ridotta capacità di deglutizione o controllo muscolare. ↩︎
  13. L’opistotono è uno stato di grave spasmo muscolare che provoca un’intensa iperestensione del corpo, incurvando la schiena all’indietro a formare un ponte o arco, tipicamente a causa del tetano, avvelenamenti o lesioni cerebrali, ed è causato dalla forte contrazione dei muscoli estensori del tronco. ↩︎

Attenzione: ricordiamo che il presente articolo ha scopo divulgativo ed informativo e non deve essere considerato un consiglio medico / veterinario professionale.


Autori / autrici di questo articolo

Questo articolo è stato scritto per il blog della Delegazione Lipu di Belluno da:

  • Niccolò Sovilla, Delegato Lipu per la Provincia di Belluno.
  • Teresa Vianello, socia Lipu, medico veterinario, si occupa di monitoraggio faunistico e di gestione dei CRAS di Belluno e Treviso. È creator digitale per la pagina Instagram di divulgazione faunistica @4.Fauna (che vi invitiamo a seguire). Per noi ha già scritto l’articolo “Animali imprintati: la libertà negata”.
  • Giulia Ghinassi, socia e volontaria Lipu, aspirante inanellatrice, guida ambientale.

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