Meglio in città, no?

Meglio in città, no?

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Riuscite ad immaginare una discoteca all’ombra dei maestosi alberi di una foresta secolare? O un torneo di calcio in una riserva naturale? O, ancora, un raduno di motociclisti in un’oasi della Lipu?

Se la risposta è sì, complimenti: avete una gran fantasia! Ma, per fortuna, nulla di tutto ciò è possibile, grazie a norme e leggi per proteggere la natura, gli ecosistemi, la biodiversità, le specie animali e vegetali a rischio.

Eppure, sembra che frequentemente l’essere umano nutra il malsano desiderio di organizzare grandi eventi pubblici in luoghi assai delicati: spiagge, vette alpine, foreste, laghi, fiumi…

Un territorio ricchissimo

Il territorio bellunese è ricco di aree di interesse naturalistico ed ambientale. In una provincia con un’estensione di oltre 3600 Km² (la più estesa del Veneto) si dipanano alte catene montuose, cime dolomitiche, altipiani, valli, corsi e specchi d’acqua. Luoghi dal valore ecologico inestimabile, molti dei quali ancora miracolosamente intatti.

A riprova del valore paesaggistico e naturalistico della provincia di Belluno, basti pensare ai siti che, nell’arco del tempo, sono stati inseriti nelle varie reti di protezione (regionali, statali, europee): sono nati il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, le Dolomiti stesse sono state riconosciute Patrimonio UNESCO, e tra le riserve naturali si contano il Vincheto di Celarda, le Vette Feltrine, la Valle Imperina, la Schiara occidentale, i Monti del Sole e tante, tante altre.

Lo ripetiamo di continuo: vivere in questi luoghi, o anche solamente passarci del tempo, è insieme una fortuna ed una responsabilità.

Una rete per proteggere la natura

La gestione di queste aree non è certo semplice, come si è visto anche in questa ultima estate 2025. Sono zone soggette ad una pressione turistica crescente: si pensi alle code tanto lungo le strade quanto lungo i sentieri dolomitici, o alle quantità di veicoli che arrivano, ad esempio, sulla piana del Cansiglio anche al di fuori dei periodi tradizionalmente più affollati.

Il turismo ha rilevanza culturale ed economica indiscutibili, per la crescita della società umana e per la crescita del territorio. Tuttavia, a maggior ragione entro zone individuate dalle istituzioni stesse come pregevoli di protezione per diverse ragioni (paesaggio, endemismi, aspetti geologici, eccetera), la pressione esercitata richiede che tali aree vengano gestite con la massima cautela e che si trovino soluzioni concrete in tempi rapidi.

Molti di questi luoghi fanno parte della Rete Natura 2000, il principale strumento dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità: una rete ecologica istituita per garantire la conservazione a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

La Rete Natura 2000 è costituita dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e dalle Zone Speciali di Conservazione (ZSC – che in una prima fase di designazione sono dette SIC, Siti di Importanza Comunitaria). Le prime tutelano gli uccelli elencati nella Direttiva Uccelli e i loro habitat, le seconde tutelano gli habitat e le specie elencate nella Direttiva Habitat.

Dal 1995 nella Rete Natura 2000 ricade, ad esempio, la Foresta del Cansiglio (IT3230077), che è sia ZPS che ZSC.

Una circostanza dannosa

Alla data in cui scriviamo, la più recente occasione nota al pubblico in cui sia emersa chiaramente l’esigenza di una maggior cautela è quanto accaduto lo scorso 28 settembre proprio nella Foresta del Cansiglio.

In quella circostanza, l’alto volume della musica di un DJ set e le luci proiettate verso il cielo rappresentavano una grave fonte di disturbo per la fauna selvatica, in un periodo ancor più delicato per animali come i cervi, in piena stagione riproduttiva con i loro bramiti.

Cervo (Cervus elaphus) fotografato in Cansiglio dalla nostra volontaria Chiara Zambelli Titton.

Su quanto accaduto quel giorno si sono già mosse diverse altre associazioni e in consiglio regionale del Veneto sappiamo esserci stata richiesta di chiarimenti. Non spenderemo quindi ulteriori parole su questo evento.

L’accaduto ha però portato anche noi della Delegazione Lipu di Belluno a porci delle domande: come vengono gestiti gli eventi sportivi e musicali in aree ad alta protezione, magari già sottoposte ad una notevole pressione turistica? Si pensi alla stessa Foresta del Cansiglio, che si riempie di curiosi nella stagione dei già citati bramiti dei cervi, o ai concerti in alta quota.

Uno strumento essenziale

Fondamentale nella gestione di eventi all’interno delle aree Rete Natura 2000 è la valutazione d’incidenza ambientale (VIncA), che deve accompagnare l’autorizzazione o il diniego da parte dell’ente preposto. La VIncA ha lo scopo di accertare se l’evento possa avere incidenze negative significative sull’integrità del sito protetto e stabilisce misure atte ad evitarle o ridurle.

È uno degli strumenti principali per garantire che i siti Natura 2000 non restino soltanto sulla carta ma siano gestiti in modo corretto, al fine di trovare un equilibrio tra la conservazione e le attività umane.

Attività umane che – per tornare al punto di partenza di questo articolo e chiudere così il cerchio – noi ci chiediamo sinceramente cosa spinga a voler proporre in meravigliosi luoghi naturali.

Una presa di coscienza

Una festa rumorosa non permette di godere della magia di una foresta. Al contrario, la spezza. Perché dunque ostinarsi ad organizzarla in un simile contesto? L’essere umano ha già i suoi spazi: le città, i paesi, i villaggi, le metropoli…

In molti ancora vedono l’essere umano come “il più importante abitante” della Terra, lo pongono “in cima alla piramide”. Questa visione anacronistica porta a ritenere di avere il diritto di sfruttare il territorio in ogni modo si desideri, noncuranti di coloro che lo condividono con noi – piante e animali – che invece hanno spesso bisogno di spazi e tutele per sopravvivere in un mondo ormai sempre più avverso.

Guardare al futuro con positività, però, è ciò che contraddistingue il modo di agire della Lipu.

Per questo, pensiamo che i comportamenti di cui sopra non derivino solamente dalla noncuranza e dal menefreghismo di pochi, ma che siano invece frutto della mancanza di conoscenza di molti. La convinzione che Uomo e Natura siano separati, che l’Uomo non sia “soltanto” una delle tante specie animali che popolano la Terra, che noi si stia “al di qua” del confine mentre la Natura si trovi “al di là”: tutto ciò, ne siamo certi, viene dall’ignoranza verso ciò che ci circonda.

E questo, fortunatamente, è un problema che si può tamponare.

È proprio questa convinzione che ci spinge a credere nell’importanza che hanno l’educazione e la divulgazione. Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno e, possibilmente, dare una mano a riempirlo.

Per farlo, nel nostro piccolo, ci impegniamo ad organizzare serate, conferenze, incontri aperti a chiunque: li trovate nella sezione Eventi di questo sito.

Testo di Niccolò Sovilla e Valeria Mazzucato


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